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Lascia un commentoFebbre a 90°
Leggi la bio dell'autoreIl primo incontro con lo stadio di Highbury, vissuto insieme al padre, diventa l’inizio di un’appartenenza destinata ad accompagnarlo negli anni. Le stagioni calcistiche si intrecciano con la separazione dei genitori, la scuola, il lavoro, gli amori e le difficoltà della crescita.
Il calcio non è utilizzato come semplice sfondo. Diventa una misura del tempo e un linguaggio attraverso il quale Hornby prova a comprendere se stesso, le proprie ossessioni e il bisogno di sentirsi parte di qualcosa.
Perché è importante per me
Questo libro racconta molto bene ciò che lo sport può rappresentare quando smette di essere soltanto un risultato.
Ci sono squadre, stadi e partite che entrano nella nostra biografia. Diventano il luogo nel quale abbiamo imparato a stare con gli altri, a condividere una speranza e ad accettare una delusione senza poterla controllare.
Ritrovo in queste pagine una parte della mia adolescenza, delle domeniche trascorse seguendo il Latina e di quel senso di appartenenza che lo sport riusciva a generare nella città.
Hornby mostra anche il lato meno rassicurante della passione: il confine sottile tra ciò che ci accompagna e ciò che finisce per occupare troppo spazio. È forse proprio questa ambivalenza a rendere il racconto così vero.
"Non scegliamo tutte le appartenenze con la ragione. Alcune entrano nella nostra vita molto presto e diventano uno dei modi con cui impariamo a riconoscerci."