Io sono il Tenebroso
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Natura Umana e Potere
SERIE · I TRE EVANGELISTI

Io sono il Tenebroso

di Fred Vargas • 2 minuti di lettura
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Nasconde gli elementi secondari e conserva il punto raggiunto.
A Parigi alcune donne vengono assassinate brutalmente e tutti gli indizi sembrano condurre a Clément Vauquer, un giovane fragile, confuso e incapace di difendersi davvero dai sospetti che si stanno accumulando contro di lui. Louis Kehlweiler, ex investigatore del ministero degli Interni, non è però convinto che la soluzione sia così semplice. Con Marc, Mathias e Lucien — i tre storici diventati investigatori quasi per necessità — comincia a guardare oltre la versione che sembra già avere messo tutti d’accordo. Vargas costruisce così un’indagine nella quale il problema non è soltanto scoprire chi abbia commesso i delitti, ma capire quanto facilmente un essere umano possa diventare colpevole agli occhi degli altri quando possiede già tutte le caratteristiche che ci aspettiamo di trovare in un colpevole.

Perché è importante per me

Mi interessa proprio questa distanza tra ciò che sembra evidente e ciò che siamo disposti a verificare davvero.

Quando una spiegazione è semplice, coerente e ci permette di chiudere rapidamente una questione, diventa molto difficile continuare a fare domande. Clément è vulnerabile, diverso, poco capace di raccontarsi e quindi perfetto per occupare il posto che tutti hanno già deciso di assegnargli.

È un meccanismo che va molto oltre un’indagine.

Anche nel lavoro e nelle relazioni costruiamo giudizi partendo da pochi elementi, attribuiamo intenzioni, scegliamo una versione e poi iniziamo inconsapevolmente a cercare soprattutto ciò che la conferma.

Kehlweiler e gli Evangelisti fanno l’opposto: accettano di perdere tempo davanti a qualcosa che non li convince.

E forse è una forma di responsabilità anche questa: non accontentarsi della risposta più comoda quando riguarda la vita di un’altra persona.

Scopri il legame con Chi è morto alzi la mano →

"Il sospetto diventa pericoloso quando smettiamo di considerarlo una domanda e cominciamo a trattarlo come una risposta."

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