Io uccido
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Natura Umana e Potere
SERIE · GIORGIO FALETTI

Io uccido

di Giorgio Faletti (2002) • 1 minuti di lettura
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Nasconde gli elementi secondari e conserva il punto raggiunto.
Durante una trasmissione notturna di Radio Monte Carlo, un dee-jay riceve la telefonata di uno sconosciuto che annuncia di essere un assassino. Quello che inizialmente sembra uno scherzo diventa reale quando un pilota di Formula Uno e la sua compagna vengono trovati uccisi sulla loro barca. È l’inizio di una serie di delitti preceduti da telefonate alla radio e accompagnati dalla stessa firma: “Io uccido”. Frank Ottobre, agente dell’FBI temporaneamente lontano dal servizio, e Nicolas Hulot, commissario della polizia monegasca, iniziano una caccia che progressivamente sposta l’attenzione dall’identità dell’assassino alle ragioni profonde che hanno costruito la sua violenza.

Perché è importante per me

Mi interessa perché Faletti non si accontenta di costruire un mostro.

Più la storia procede, più diventa difficile mantenere la distanza rassicurante tra chi osserva il male e chi lo compie. Comprendere l’origine di una violenza non significa assolverla, ma obbliga a riconoscere che dietro comportamenti incomprensibili possono esistere ferite, traumi e storie molto più complesse della definizione che scegliamo di attribuire a una persona.

È anche uno di quei romanzi nei quali la ricerca della verità modifica chi la conduce. Nessuno attraversa davvero il dolore degli altri rimanendo completamente identico a prima.

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