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Lascia un commentoLa casa dei silenzi
Leggi la bio dell'autoreDurante il sonno gli appare una donna vestita di scuro, triste e completamente silenziosa. La presenza ritorna con tale frequenza che il bambino comincia ad avere paura di addormentarsi.
Pietro Gerber viene chiamato per aiutarlo. Quella che dovrebbe essere una figura nata dall’immaginazione infantile sembra però oltrepassare il confine del sogno e lasciare tracce nella realtà.
Mentre prova a comprendere chi sia la “signora silenziosa”, Gerber sente incrinarsi anche le proprie certezze. Il caso di Matias diventa un viaggio nei limiti della percezione, nel rapporto tra veglia e sonno e nei fantasmi che possono abitare una casa anche quando crediamo che sia vuota.
Perché è importante per me
Mi interessa il confine che Carrisi costruisce tra ciò che possiamo spiegare e ciò che continua a sfuggirci.
Abbiamo bisogno di attribuire un nome alle paure, perché ciò che comprendiamo ci sembra più controllabile. Ma non tutto si lascia ricondurre immediatamente a una causa, a un processo o a una spiegazione rassicurante.
Il romanzo ricorda che esiste un limite anche nella competenza. Essere preparati non significa possedere tutte le risposte. Significa saper restare dentro l’incertezza senza riempirla troppo in fretta con la soluzione che ci fa sentire più sicuri.
"Il silenzio non è sempre assenza. A volte è il luogo nel quale ciò che abbiamo evitato continua ad aspettare di essere ascoltato."