Meridiano di sangue
← Torna alla libreria Copertina Meridiano di sangue

Questo libro mi ha fatto riflettere su:

ViolenzaPotereNatura umana

Cosa ha lasciato a te?

Hai letto questo libro? Racconta il passaggio, il personaggio o la domanda che ti è rimasta.

Lascia un commento
Natura Umana e Potere

Meridiano di sangue

di Cormac McCarthy (1996) • 2 minuti di lettura
Leggi la bio dell'autore
Nasconde gli elementi secondari e conserva il punto raggiunto.
A metà dell’Ottocento, un ragazzo di quattordici anni conosciuto soltanto come “il ragazzo” attraversa il confine tra Texas e Messico e finisce nella banda di John Glanton, un gruppo di mercenari incaricato di uccidere nativi americani e raccoglierne gli scalpi.

Al centro della banda emerge il giudice Holden: colto, inquietante, capace di parlare di scienza, guerra e destino con la stessa naturalezza con cui partecipa alla violenza. McCarthy smonta ogni immagine romantica della frontiera e racconta l’espansione verso Ovest come un territorio dominato dalla sopraffazione, dall’avidità e dalla legge del più forte. Il romanzo si ispira a fatti avvenuti lungo il confine tra Texas e Messico negli anni Cinquanta dell’Ottocento.

Perché è importante per me

È uno dei libri più duri che abbia letto.

Non soltanto per la violenza che racconta, ma perché rifiuta di offrirci una spiegazione rassicurante. Non presenta il male come un’eccezione, il gesto isolato di pochi uomini mostruosi. Lo mostra come una possibilità che attraversa la storia, i gruppi, le istituzioni e perfino le idee utilizzate per giustificare il progresso.

Il giudice Holden è un personaggio difficile da dimenticare perché trasforma la violenza in una visione del mondo. Non agisce soltanto: costruisce una teoria capace di rendere ogni abuso inevitabile e ogni responsabilità superflua.

È questo che mi ha colpito maggiormente. Il pericolo non nasce soltanto dalla brutalità, ma dalla capacità di darle un linguaggio, una ragione e una forma apparentemente coerente.

Scopri il legame con Sunset Limited →

"La violenza diventa ancora più pericolosa quando smette di presentarsi come un istinto e comincia a chiamarsi ordine, necessità o progresso."