Questo libro mi ha fatto riflettere su:
Cosa ha lasciato a te?
Hai letto questo libro? Racconta il passaggio, il personaggio o la domanda che ti è rimasta.
Lascia un commentoRomanzo criminale
Leggi la bio dell'autoreIl Libanese, il Freddo e il Dandi costruiscono un’organizzazione capace di controllare droga, gioco d’azzardo e altri traffici illegali. La loro ascesa, però, li porta a incrociare apparati dello Stato, politica, terrorismo, servizi segreti e ambienti dell’estrema destra.
Ispirato alla storia della Banda della Magliana, il romanzo attraversa alcuni degli anni più oscuri della storia italiana, mostrando quanto possano diventare sottili i confini tra criminalità, potere e istituzioni.
Perché è importante per me
Mi ha colpito perché non racconta soltanto la nascita e la caduta di un’organizzazione criminale.
Racconta un gruppo di persone che, almeno all’inizio, crede di poter costruire qualcosa insieme. Ci sono amicizia, lealtà e un’identità condivisa. Ma quando il potere cresce, cambia anche la qualità delle relazioni.
La fiducia lascia spazio al sospetto. L’appartenenza diventa possesso. Le differenze, che in una prima fase potevano essere una forza, iniziano a trasformarsi in fratture.
È una storia estrema, naturalmente. Ma pone una domanda che riguarda qualsiasi gruppo umano: che cosa accade quando il progetto che ci aveva uniti diventa più importante delle persone che lo hanno costruito?
De Cataldo mostra anche che il potere raramente resta confinato nel luogo in cui nasce. Cerca protezione, legittimazione e nuovi rapporti. E, mentre cresce, finisce per cambiare tanto chi lo esercita quanto chi pensa di poterlo controllare.
"Un gruppo comincia a perdere sé stesso quando la fedeltà al progetto diventa obbedienza alle ambizioni di chi lo guida."