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Tornare in Italia e scegliere il noleggio a lungo termine

Rientrare in Italia, dopo Dublino, non fu semplicemente cambiare Paese un’altra volta.

In Irlanda avevo conquistato indipendenza, imparato a muovermi dentro una realtà internazionale e scoperto un modo diverso di vivere il lavoro, le relazioni e le responsabilità. Tornavo con più esperienza, ma anche con la sensazione che quella partenza mi avesse trasformato più di quanto fossi ancora capace di comprendere.

A Roma entrai in Hertz Leasing.

Fu il mio primo incontro con il noleggio a lungo termine, un settore che allora stava ancora costruendo il proprio spazio nel mercato italiano. Non aveva ancora la diffusione e la riconoscibilità che avrebbe raggiunto negli anni successivi. Richiedeva competenze tecniche, capacità di leggere i bisogni delle aziende e, soprattutto, la disponibilità a spiegare un modello di mobilità che molti non conoscevano ancora.

All’inizio poteva sembrare soltanto un nuovo lavoro. In realtà, stavo entrando nel settore che avrebbe accompagnato tutta la mia vita professionale.

Hertz Leasing sarebbe poi diventata ALD Automotive e quella scelta, che allora non potevo ancora valutare nella sua portata, si trasformò in un percorso durato quasi diciotto anni. Un tempo abbastanza lungo da attraversare ruoli, funzioni, cambiamenti organizzativi e fasi molto diverse della mia vita.

Dublino mi aveva insegnato a partire. Hertz Leasing cominciò a insegnarmi cosa significasse restare abbastanza a lungo da costruire.

Cosa stavo lasciando
Dublino, la dimensione internazionale, l’indipendenza conquistata e una vita che aveva già iniziato a cambiare il mio modo di guardare il futuro. Stavo lasciando anche la sensazione di essere ancora all’inizio, in un luogo nel quale ogni giorno poteva aprire una possibilità inattesa.
Cosa temevo
Che tornare in Italia potesse assomigliare a un passo indietro. Temevo di perdere il movimento trovato all’estero, di rientrare dentro abitudini già conosciute e di disperdere ciò che avevo imparato. Non sapevo ancora se sarei riuscito a portare con me quel modo più aperto, internazionale e curioso di affrontare il lavoro.
Cosa ho capito dopo
Che tornare non significa necessariamente ritornare al punto dal quale si è partiti. Si può rientrare nello stesso Paese con uno sguardo completamente diverso. Dublino non era rimasta alle mie spalle: era entrata nel modo in cui osservavo le organizzazioni, affrontavo le difficoltà e costruivo relazioni con persone differenti da me. In Italia non stavo chiudendo quella esperienza. Stavo iniziando a trasformarla in una direzione.