← Torna a Le Scelte · 07

Costruire qualcosa che andasse oltre l’impresa

L’incontro con Andrea Bellamio è arrivato in un momento nel quale la mia vita professionale aveva già una direzione definita. City Rent cresceva, le responsabilità aumentavano e gran parte delle mie energie era concentrata sul lavoro quotidiano.

Andrea ha avuto il merito di riaccendere in me una curiosità che, senza accorgermene, avevo cominciato a proteggere dentro confini troppo conosciuti.

Abbiamo esperienze, caratteri e modi di lavorare diversi. Io porto con me molti anni trascorsi nelle organizzazioni, nella gestione delle persone e nello sviluppo commerciale. Andrea ha uno sguardo naturalmente rivolto verso ciò che ancora non esiste: la tecnologia, la comunicazione, le connessioni possibili tra idee, competenze e persone.

Questa diversità non ci ha allontanati. È diventata il terreno del nostro confronto.

Con Andrea ho ritrovato il piacere di immaginare progetti senza dover conoscere immediatamente ogni risposta. Mi ha spinto a osservare possibilità che probabilmente, da solo, avrei considerato troppo lontane dal mio perimetro. Allo stesso tempo, il nostro rapporto si è costruito sulla capacità di discutere apertamente, mettere alla prova le intuizioni e distinguere l’entusiasmo del momento da ciò che merita davvero di essere costruito.

Prima ancora dei progetti, ci hanno avvicinato alcuni valori: il rispetto della parola data, la centralità delle persone, il rifiuto delle relazioni di convenienza e la convinzione che un territorio possa crescere soltanto quando le competenze smettono di restare isolate.

G>9 è nato dentro queste conversazioni.

La domanda iniziale era semplice: perché, in un territorio ricco di professionalità e capacità imprenditoriali, è ancora così difficile costruire fiducia?

Non volevamo creare l’ennesimo luogo nel quale scambiarsi contatti o presentare la propria attività. Volevamo aprire uno spazio nel quale imprenditori e professionisti potessero incontrarsi senza la necessità di trasformare immediatamente ogni conversazione in un’opportunità commerciale.

Un luogo nel quale il confronto continuasse anche dopo la fine di una serata e le relazioni avessero il tempo di dimostrare il proprio valore.

Cosa stavo lasciando
La comodità delle relazioni già consolidate e l’idea che fosse sufficiente occuparmi bene della mia impresa. Stavo lasciando anche una parte di prudenza: quella che, dopo molti anni di esperienza, porta a considerare ogni nuova idea soprattutto attraverso i rischi e molto meno attraverso ciò che potrebbe generare.
Cosa temevo
Che la diffidenza fosse più forte del desiderio di costruire. Che G>9 finisse per assomigliare a molti altri luoghi nei quali si parla di collaborazione senza riuscire a praticarla davvero. Temevo anche che mettere insieme persone, aspettative e sensibilità diverse potesse consumare proprio il rapporto dal quale tutto era partito.
Cosa ho capito dopo
Che alcuni incontri non aggiungono soltanto un progetto alla nostra vita. Ci restituiscono una parte di noi che aveva smesso di cercare nuove direzioni. Andrea ha rappresentato questo per me: uno stimolo, un confronto continuo e la possibilità di tornare a immaginare senza perdere il contatto con la realtà. G>9 mi ha poi confermato che la fiducia non nasce da una dichiarazione d’intenti. Prende forma quando le persone mantengono una parola, condividono una difficoltà e continuano a esserci anche quando non esiste un vantaggio immediato. Una comunità non si annuncia. Si costruisce attraverso il tempo, la coerenza e la responsabilità delle persone che scelgono di farne parte.